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Isola d’Ischia

“(...) chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona”. Anche Ischia come Venere emerge dal mare ed anche Ischia come la dea della bellezza ha il dono della eterna grazia

Terra giovane e dispensatrice di giovinezza, l’isola nasce in seguito ad una serie di eruzioni vulcaniche, anche se per molto tempo rimane sommersa nelle profondità del Tirreno. Soltanto nel quaternario - epoca recente secondo il calendario delle ere geologiche – affiora dalle acque il primo nucleo: compare la zona situata a nord - est dell’isola, dove ora si trovano Ischia Ponte, Campagnano, Piano Liguori. Lentamente ed in epoche diverse emergono anche le altre terre ed insieme ad esse altre bocche laviche.

Per molti secoli Ischia continua a modificarsi: la lava che scorre nelle sue viscere erompe con violenza dalle numerose bocche vulcaniche, la frequenza delle esplosioni rende l’isola per molto tempo inabitabile ma crea anche uno dei paesaggi più affascinanti della terra. Come non restare incantati dalla bruna cintura di lava pietrificata della costa di Zaro, dove il volto primordiale suggerisce fantasie lunari. Dalla verticalità delle pareti rocciose che strapiombano sul bosco della  Falanga, alle guglie calcaree della cattedrale naturale dei Pizzi Bianchi a Fontana, questa terra sorprende colui che va alla sua scoperta.

L’isola cresce lentamente nel tempo ed i paesaggi che si formano sono diversissimi: spiagge immense che digradano verso il mare, insenature rocciose sulle acque profonde, come la grotta del Mago a Lacco Ameno, dove secondo alcuni nella preistoria veniva celebrato il culto del Sole, e colline ondulate segmentate dai vigneti, boschi.  Ed in alto la possanza montuosa dell’Epomeo. L’isola viene plasmata dal fuoco dei vulcani: ed alberi, erbe e fiori sono più di mille; piante tropicali: le felci Woodwardia Radicans e Pteris Longifolia; rarissime: il papiro delle fumarole, all’anagrafe Cyperus Polystachius, pianta dall’origine misteriosa e antichissima, forse relitto vegetale di epoca interglaciale che cresce soltanto ad Ischia e nei paesi tropicali;  uniche: il Limonium Inarimensis, esclusivo dell’isola. Piante sulle rupi: l’artemisia, l’elicriso, il rosmarino. La macchia mediterranea: mirti e corbezzoli, erica e ulivi, limoni. Le piante montane: i castagni.

L’isola con al centro “incatenato per volere di Giove il gigante Tifeo” il cui corpo gonfia la montagna, l’Epomeo, che fa di Ischia “la gemma climatica del Mediterraneo”, sollevando le nubi e allontanando le piogge ed il freddo. L’Epomeo che divide l’isola in due diverse zone di luci e toni: i pastelli aurorali di Ischia e Casamicciola, la corposità dei colori di Forio, quando cade il sole. Due diverse fasce climatiche: il calore delle sabbie lungo la costa e l’aria fresca e frizzante della vetta montana.

Insomma questa è un’isola speciale, un piccolo mondo in miniatura, dove la natura ha dato il meglio di sé e voi, che venite anche solo per un giorno, non la dimenticherete così facilmente.